Dolore neuropatico post ictus: come si manifesta e come trattarlo

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Quali sono le caratteristiche e le cause del dolore post ictus e i rimedi possibili

Le patologie che colpiscono il cervello sono sempre estremamente complesse, poiché l’encefalo è il vero e proprio computer che regola tutte le azioni compiute dal nostro organismo, dalla capacità di muoversi alla produzione di determinati ormoni.

Tra i disturbi più gravi a carico del cervello troviamo l’ictus, una patologia piuttosto comune che indica un danno del tessuto cerebrale o la morte di una sua porzione, dovuti ad un insufficiente apporto di sangue.

L’ictus è una patologia potenzialmente mortale ma, nel momento in cui questo evento supera la sua fase acuta, tende a lasciare delle conseguenze molto severe sul funzionamento del corpo umano.

Vediamo, allora, quali sono le cause del dolore post ictus, come si manifesta e quali sono le terapie più efficaci per alleviarlo.

Tipologie di ictus e fattori di rischio legati a questa condizione

L’ictus è una condizione medica grave che si verifica quando l’apporto di sangue ossigenato a una parte, più o meno estesa, del cervello viene interrotto o drasticamente ridotto.

Il sangue ha il compito fondamentale di trasportare ossigeno e nutrienti essenziali a tutte le cellule del corpo, incluso il cervello. Quando questo flusso si interrompe o si riduce in modo significativo, le cellule cerebrali dell’area colpita non ricevono più ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere. Questo provoca danni ai tessuti interessati e, nei casi più gravi, può portare alla loro necrosi.

Nella maggior parte dei casi, l’interruzione dell’apporto di sangue al cervello è dovuta alla presenza di un trombo o di un embolo ostruttivo all’interno di un’arteria cerebrale o di un vaso; più raramente, invece, questa è dovuta alla rottura di un’arteria del cervello e all’emorragia che ne deriva.

Questi meccanismi ci permettono di distinguere e riconoscere due forme di ictus: l’ictus ischemico e l’ictus emorragico. Nel primo caso, si tratta della forma più comune di questa patologia, che si verifica a seguito del restringimento o della completa occlusione di un vaso cerebrale.

Per quanto riguarda l’ictus emorragico, invece, questo si verifica quando un’arteria cerebrale si rompe o perde sangue. Questo evento non interrompe soltanto l’apporto di sangue alle aree cerebrali, ma determina anche un’emorragia che esercita pressione sul tessuto cerebrale, la quale può determinare un danno di gravità variabile.

In ogni caso, le conseguenze dell’ictus sono sempre determinate dal danno di una specifica area nell’encefalo e, a seconda dell’area colpita, possono insorgere manifestazioni differenti che vanno a limitare o interrompere le funzioni svolte proprio da quella determinata area, con la comparsa di sintomi specifici come paralisi, perdita del linguaggio o dolore post ictus.

Cause di insorgenza e manifestazioni del dolore neuropatico post ictus

Ora che abbiamo compreso meglio le cause e le diverse tipologie di ictus, possiamo approfondire quali fattori ne favoriscono l’insorgenza e quali conseguenze può comportare, soffermandoci in particolare sui meccanismi del dolore post-ictus.

È importante sapere che l’ictus è associato a numerosi fattori di rischio, che si dividono in due grandi categorie: modificabili e non modificabili. La differenza principale sta nel fatto che i primi possono essere gestiti o ridotti tramite trattamenti farmacologici o cambiamenti nello stile di vita, mentre i secondi, non possono essere influenzati da alcun intervento.

I fattori di rischio modificabili includono:

  • Ipertensione arteriosa
  • Aterosclerosi
  • Diabete
  • Fumo e fumo passivo
  • Colesterolo alto
  • Sovrappeso e obesità
  • Inattività fisica
  • Aritmie cardiache
  • Abuso di droghe e alcool

 

Per quanto riguarda quelli non modificabili, possiamo citare l’età avanzata (a partire da 55 anni il rischio ictus diventa rilevante), l’etnia, la familiarità o predisposizione genetica e il sesso maschile.

Per quanto riguarda i sintomi, il discorso diventa molto più complesso. Le varie parti che compongono il cervello ricoprono funzioni diverse, di conseguenza, a seconda dell’area colpita dal ridotto o assente flusso sanguigno e di ossigeno al cervello, potremmo riscontrare sintomi molto diversi.

In sostanza, la sintomatologia dell’ictus è il riflesso di una perdita di funzione cerebrale più o meno importante conseguente all’area colpita. Tra le varie manifestazioni troviamo il dolore post ictus, il quale tende a comparire settimane o mesi dopo un evento, come conseguenza del danno ai circuiti nervosi centrali coinvolti nella percezione del dolore.

Non si tratta di un sintomo banale perché, il dolore che insorge è spesso difficile da trattare e presenta caratteristiche ben specifiche. Ad esempio, può essere improvviso ed episodico o continuo, colpisce in genere la metà del corpo controlaterale al lato colpito dall’ictus (lato destro del cervello, dolore agli arti sinistri) e può coinvolgere il viso, l’arto superiore, quello inferiore o tutti e tre insieme.

Le caratteristiche del dolore neuropatico post ictus sono molto peculiari e includono:

  • Bruciore, formicolio, scosse elettriche
  • Sensazione di freddo doloroso o di compressione
  • Sensibilità aumentata al tatto
  • Allodinia
  • Ridotta o assente sensibilità al caldo, al freddo o alla pressione
  • Emiparesi

 

Come è facile intuire, le conseguenze di un ictus sono estremamente debilitanti per la persona che ne soffre e, la comparsa di dolore può peggiorare la situazione con un impatto psicologico molto pesante, aumentando stress o depressione e influendo negativamente sulla qualità della vita.

Dolore post ictus: quali sono i trattamenti più efficaci

Come già menzionato, il trattamento del dolore post ictus e di questa patologia in generale è molto complesso, perché deve tenere conto di tutti i fattori e individuare l’area del cervello colpita e le ripercussioni che derivano dal danno prodotto in quell’area.

Per fare questo, è necessario approcciare alle conseguenze dell’ictus tenendo conto di tutti i dati a disposizione, eseguendo esami strumentali, esami di laboratorio ed una visita da parte di medici con diverse specializzazioni con anni di esperienza nella terapia del dolore, come accade nella branca di Medicina del Dolore.

Ciò permette ai medici di capire la sintomatologia e la reale natura del dolore neuropatico post ictus, valutare l’area colpita, come il volto, l’alto superiore o l’altro inferiore, e scegliere il trattamento più adeguato per il singolo paziente che sia efficace nell’alleviare la sintomatologia e migliorare la sua quotidianità.

Nel caso del dolore post ictus, ad esempio, è possibile agire tramite terapia farmacologica, andando a valutare la tipologia di farmaco più adatta per ridurre le sensazioni dolorose, anche utilizzando diverse combinazioni.

I FANS o i farmaci oppioidi classici tendono ad agire solo parzialmente, motivo per cui sono indicati per brevi periodi o in combinazione con altri farmaci mentre, antidepressivi e anticonvulsivanti garantiscono una buona efficacia nel ridurre il dolore neuropatico post ictus.

Gli antidepressivi vanno a modulare i neurotrasmettitori aumentando la soglia del dolore mentre, gli anticonvulsivanti sono in grado di modulare l’eccitabilità neuronale e inibire la trasmissione anomala del dolore, portando ad una riduzione dei sintomi e al miglioramento della condizione generale della persona.

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Ora che conosci i meccanismi del dolore post ictus e come si manifesta, contattaci per fissare un appuntamento o richiedere maggiori informazioni.