Iperalgesia: guida a significato e sintomi comuni di questa condizione

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Quali sono le caratteristiche dell’iperalgesia, il significato di questo termine e come trattare il disturbo

Avvertire dolore, oltre ad essere una condizione estremamente comune che ognuno di noi ha provato nella vita, riguarda anche un meccanismo fisiologico attraverso cui il nostro corpo ci avverte di un potenziale pericolo.

Infatti, i nocicettori, alcuni recettori presenti nel nostro corpo, vengono attivati da stimoli termici, fisici o chimici che ci avvertono di un possibile danno. L’esempio più comune è il dolore che avvertiamo quando ci avviciniamo troppo al fuoco.

Esistono molti tipi dolore, come quello neuropatico determinato dalla lesione o da un danno ad un nervo, ma in alcuni casi queste manifestazioni possono evolvere in condizioni più gravi, in grado di creare stimoli eccessivi e invalidanti.

Vediamo, allora, che cos’è l’iperalgesia, il suo significato e come trattarlo in maniera efficace.

Sintomi e cause di questa ipersensibilità agli stimoli dolorosi

Quando parliamo di iperalgesia e del suo significato, possiamo affermare che questa condizione riguarda un incremento della risposta ad un determinato stimolo capace di provocare sensazioni dolorose.

In pratica, le persone che soffrono di questo disturbo sperimentano un’aumentata sensibilità al dolore, avvertendolo in maniera molto più intensa rispetto alle normali circostanze.

Per capire meglio come funziona questo disturbo, è necessario partire dal concetto di soglia del dolore. Gli stimoli dolorosi non vengono percepiti allo stesso modo da tutti, ma ogni individuo presenta una sorta di “linea immaginaria”, superata la quale i nocicettori inviano segnali al cervello e lo avvertono di qualcosa che non va.

Nell’iperalgesia questa soglia del dolore si abbassa, determinando un aumento dell’intensità nella risposta a qualsiasi tipo di stimolo, sia esso un trauma fisico, una patologia della pelle o una lesione.

Tra le cause che possono scatenare la comparsa di questa accentuata percezione degli stimoli dolorosi troviamo:

 

Tendenzialmente può derivare da una lesione al sistema nervoso o a un nervo, ma esistono casi in cui l’iperalgesia viene scatenata da uno stato d’ansia molto elevato, da condizioni infiammatorie croniche, da infezioni, da traumi o lesioni e anche dall’uso di determinati farmaci come gli oppioidi.

Oltretutto, non è raro che una condizione di dolore cronico protratta per molto tempo possa portare ad un abbassamento della soglia del dolore, con manifestazioni eccessive in risposta a stimoli allievi.

Il sintomo principale quindi, è proprio questa risposta eccessiva agli stimoli ma, a seconda della causa scatenante, è possibile associare altre manifestazioni all’iperalgesia, come:

  • Aumento della sensibilità al tatto
  • Bruciore o formicolio
  • Spasmi muscolari

 

Inoltre, il dolore cronico associato a questo disturbo tende ad interferire con il riposo e con la routine quotidiana, peggiorando la vita quotidiana delle persone che ne soffrono.

Iperalgesia: cura e rimedi possibili per questa condizione

Per quanto riguarda l’iperalgesia, la cura e i trattamenti più efficaci devono essere ricercati con attenzione. Infatti, questa condizione risulta essere più un sintomo determinato da una patologia preesistente che una malattia vera e propria, per questo motivo è necessario andare ad indagare su quelle che sono le cause scatenanti.

Il modo migliore di giungere ad una diagnosi è avere un approccio che valuta le condizioni del paziente a 360°, come quello portato avanti dalla medicina del dolore.

Il primo punto da cui partire è la raccolta dell’anamnesi del paziente, in modo da individuare quando sono iniziati i dolori, il momento in cui gli stimoli dolorosi sono diventati eccessivi e continui e altre patologie correlate.

Fatto ciò, si passa agli esami strumentali e di laboratorio e ad una visita da parte di un’equipe multidisciplinare con anni di esperienza nella terapia del dolore.

In questo modo è possibile sia avere una diagnosi rispetto all’eventuale causa legata all’iperalgesia, sia determinare il tipo di dolore che accompagna questa condizione, in modo da mettere in atto una strategia terapeutica specifica per ogni paziente, basata sulle sue necessità.

Ad esempio, è possibile intervenire attraverso la terapia farmacologica, utilizzando antinfiammatori non steroidei o anticonvulsivanti per ridurre dolore e l’infiammazione. Inoltre, in caso di danno ai nervi è possibile utilizzare come trattamento anche gli antidepressivi.

Considerando che l’iperalgesia può derivare anche dall’uso di oppioidi, farmaci spesso utilizzati per la gestione del dolore cronico di natura neuropatica, è possibile anche sviluppare strategie alternative di gestione del dolore attraverso altri trattamenti, in modo da diminuire l’utilizzo dei farmaci suddetti.

Per esempio, a seconda della causa scatenante possono essere messe in atto terapie differenti come un trattamento con radiofrequenza in caso di iperalgesia derivata da una nevralgia post-herpetica o i blocchi antalgici in caso di dolore radicolare.

Ogni trattamento si pone l’obiettivo di diminuire gli stimoli dolorosi e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

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L’obiettivo del centro è quello di prendersi cura dei pazienti, attraverso un approccio che utilizza terapie specifiche per risolvere le cause scatenanti del dolore e alleviare le sofferenze delle persone.

Ora che conosci le caratteristiche dell’iperalgesia, il significato di questo termine e i rimedi possibili, contattaci per fissare un appuntamento o richiedere maggiori informazioni.